martedì 9 aprile 2013



Questo è il video fatto dai ragazzi di 5° sulla lapide di Leodegar. Con questo video abbiamo partecipato al progetto diocesano "Arte e Fede" e al concorso del Serra Club.

mercoledì 3 aprile 2013


              Ricevimento generale genitori

Gli insegnanti informano i  genitori che il 10 aprile riceveranno le famiglie per i  colloqui  individuali. 
L' orario sarà il seguente:
Classe 1^ dalle ore 16.10 alle ore 17.10
Classe 2^ dalle ore 16.10 alle ore 17.10
Classe 3^ dalle ore 15 alle ore 16
Classe 4^ dalle ore 15 alle ore 16
Classe 5^ dalle ore 16.10 alle ore 17.10
L' insegnante di Lingua inglese riceverà i genitori dalle ore 15 alle ore 16.
L' insegnante di Religione cattolica riceverà i genitori dalle ore 15.45 alle ore18
Musica classe 5^:  the house of the rising sun
Strauss

martedì 2 aprile 2013

martedì 26 marzo 2013

Per gli alunni di 4^

Scaricare e  svolgere i seguenti compiti per la vacanze pasquali.
I doc. possono essere eseguiti  nella chiavetta USB, stampati e poi incollati nel quaderno.
Le schede in pdf vanno eseguite nel quaderno.

Ce-lo-ce-lho


Te-lo-te-lho


Lho-lhai-lhanno.


Esercizi gram.doc


Descrizione La talpa.doc

lunedì 25 marzo 2013

La riforma della grammatica di Gianni Rodari



La riforma della grammatica
II professor Grammaticus, un giorno, decise di riformare la grammatica.

— Basta, — egli diceva, — con tutte queste complicazioni.

Per esempio, gli aggettivi, che bisogno c'è di distinguerli in tante categorie? Facciamo due categorie sole: gli aggettivi simpatici e gli aggettivi antipatici. Aggettivi simpatici: allegro, generoso, sincero, coraggioso. Aggettivi antipatici: avaro, prepotente, bugiardo, sleale, e via discorrendo. Non vi sembra più giusto?

La domestica che era stata ad ascoltarlo rispose: -Giustissimo.

- Prendiamo i verbi, — continuò il professor Grammaticus. - Secondo me essi non si dividono affatto in tre coniugazioni, ma soltanto in due. Ci sono i verbi da coniugare e quelli da lasciar stare, come per esempio: mentire, ammazzare, arricchirsi alle spalle del prossimo. Ho ragione sì o no?

-Parole d'oro, - disse la domestica.

E se tutti fossero stati del parere di quella buona donna la riforma si sarebbe potuta fare in dieci minuti.



Gianni Rodari


E voi bambini sareste d'accordo?

La timidezza di Matilde, regina dei delfini.



La timidezza di Matilde, regina dei delfini.
Non è così diffici­le incontrarla a primavera Matilde, la regi­na dei delfini. Basta passeggiare sulla spiag­gia della Versilia, in quel tratto della batti­gia dove la schiuma delle onde si ritira e si fa calpestare, e scrutare l'orizzonte con un buon binocolo. Se la fortuna ci assiste e la costanza ci sostiene, lei appare e allora lo spettacolo è divino.
La sovrana danza insieme ai suoi suddi­ti, un branco di 140 tursiopi. Riti d'amore in quel tratto di mare che si perde nel cuo­re del Santuario dei Cetacei. Matilde è sem­pre davanti a tutti spavalda e fiera eppure è timida con gli umani: a differenza degli al­tri, lei alle persone non si avvicina mai. È unica, Matilde. Non solo per quel carat­tere dominante che, da femmina, la fa imporre su tanti maschi e neppu­re perché salta più in atto di tutti, ha il dorso segnato da macchie bianche e un segno inconfondibile sulla pinna (una @, sì proprio la chiocciola di Internet). È unica per­ché è un capobranco altruista che si dona alla comunità, lo accompagna anche al gioco e al benessere, e rinun­cia ai sollazzi standosene a distanza.
«La studiamo da anni ed è fantastica — racconta Silvio Nuti, biologo marino, fon­datore del Cetus di Viareggio (centro di ri­cerche sui cetacei)—. Lei non si è mai avvicinata a una barca, che per un delfino è un grande giostra. Guida il branco verso il gioco ma lo sorveglia da lontano. Poi, quan­do decide che l'ora della ricreazione è fini­ta, richiama gli altri esemplari (che la se­guono immediatamente) e si ritira velocemente». Tempo fa Matilde, come racconta­no i biologi, ha accompagnato anche alcu­ni piccoli verso una barca e li ha fatti diver­tire come se avesse regalato loro un giocat­tolo. La regina dei delfini ha quasi certa­mente più di trent'anni, da almeno 14 è ca­pobranco, e ha avuto almeno due piccoli. L'ultimo lo ha coccolato con un amore così forte che sembra quasi impossibile per un cetaceo. «Non l'ha mai lasciato, quel cucciolo — continua Nuti — sino a quando non è stato capace di badare a se stesso e il bran­co lo ha accolto come un altro membro in una sorta di rito». Forse ha qualche timore per gli umani, Matilde, anche se dimostra grande corag­gio e spirito di servizio per il branco. I delfi­ni della Versilia hanno tutti un nome, il più vivace, che aveva inevitabili graffi sul dor­so, è stato battezzato Scracci (da scratch, «graffio» in inglese). Bumpy (da bump, «protuberanza») aveva una specie di ber­noccolo su una pinna, Jenny, un graffio a forma di «J» sotto la pinna caudale. Poi è arrivata Matilde. E da allora il regno della regina dei delfini è diventato una favola ve­ra.

Marco Gasperetti


Corriere della Sera Sabato 23 Marzo 2013




Rispondi alle seguenti domande:

1.  In quale periodo si può vedere Matilde?
2.  Dove devi recarti per poterla osservare?
3.  Cosa significano secondo te alla riga 5 le parole “… e la costanza ci sostiene”
4.  Quanti delfini seguono Matilde?
5.  Com’è il carattere della regina del branco?
6.  Qual è il segno inconfondibile di Matilde?
7.  Mentre il branco si diverte, Matilde cosa fa?
8.  Perché , secondo te, le barche sono definite giostre per i delfini?
9.  Come si è comportata Matilde verso i suoi piccoli? 
10. I biologi marini seguono da tempo i delfini di Matilde e danno ad ognuno di loro un nome proprio. Come decidono questi nomi?

Analizza le seguenti frasi:

Matilde è spavalda e fiera ma molto timida con gli uomini


La regina dei delfini ha trent’anni, da quattordici è capobranco